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Copyright: il Parlamento Europeo approva la nuova direttiva sul diritto d’autore

Durante una sessione dell’assemblea plenaria in corso il 12 settembre a Strasburgo, il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sul copyright. Con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astenuti, la norma che aggiorna le regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea è stata approvata in una nuova versione modificata, dopo la bocciatura di luglio: la direttiva, infatti, era già stata votata due mesi fa ed era stata al centro di un intenso dibattito tra esperti del settore, piattaforme online, gruppi editoriali. Dopo il respingimento di luglio, la direttiva è stata ri-discussa e modificata: la nuova versione è stata quindi approvata dal Parlamento.

 

Cosa prevede la nuova direttiva sul copyright

Il promotore della legge, l’europarlamentare tedesco Axel Voss, ha voluto la legge copyright in primis con l’obiettivo di proteggere il diritto d’autore. La direttiva, tuttavia, ha dovuto subire qualche modifica prima di essere approvata: gli articoli più controversi erano l’11 e il 13, attaccati da coloro che sostengono fermamente la libertà in rete.

L’articolo 11 della direttiva sul copyright coinvolge in particolar modo le notizie: motori di ricerca e social network saranno tenuti a pagare gli autori dei contenuti condivisi sulle loro piattaforme. La semplice condivisione delle notizie dovrà essere remunerata: si va oltre, dunque, il diritto d’autore sul testo, per arrivare al diritto d’autore sulla presentazione di esso (l’anteprima, composta da titolo, cappello e solitamente un’immagine). L’articolo 11 precisa, inoltre, che le enciclopedie online (come Wikipedia, che aveva duramente protestato contro la legge a luglio, oscurando tutto il sito) saranno escluse dal rispettare tale articolo, poiché non hanno fini di lucro. Questo articolo desidera bilanciare in modo diverso il rapporto tra piattaforme online, come Google e Facebook, e gli altri soggetti come gli editori, che da tempo lamentano di subire uno sfruttamento dei loro contenuti senza un adeguato compenso.

L’articolo 13 della direttiva, invece, introduce l’obbligatorietà, per le piattaforme web, di utilizzare dei filtri per il controllo del caricamento dei contenuti. Questo articolo coinvolge anche Wikipedia la quale, come tutte le altre piattaforme, dovrà verificare la pubblicazione dei contenuti protetti dal diritto d’autore. L’articolo 13 è stato il più discusso dell’intera normativa: sono in molti a temere che questa legge possa compromettere la circolazione dei contenuti sul web, limitando la libera espressione da parte degli utenti.

 

Nuova direttiva sul copyright: un bene o un male?

La nuova direttiva sul copyright è stata pensata con l’obiettivo di aggiornare le vigenti regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea, ferme al 2001, quando Internet funzionava molto diversamente. La nuova normativa, dunque, ha il pregio di accordare le leggi sul copyright dei singoli stati, dando una base comune da cui partire per elaborare i propri regolamenti.

Se in linea generale siamo tutti d’accordo sulla necessità di aggiornare le regole, ci sono idee molto diverse su come farlo: alcuni articoli della direttiva, in modo particolare, sono ritenuti troppo indefiniti e potrebbero lasciare spazio a diverse interpretazioni da parte dei singoli stati, rendendo quindi ardua l’armonizzazione.

 

La strada per la tutela del copyright, comunque, è ancora lunga: il voto del 12 settembre apre la fase dei negoziati per concordare un testo comune, che dovrà poi essere votato definitivamente dal Parlamento Europeo entro marzo 2019, prima della fine della legislatura.