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Certificazione W3C: cos’è?

Con l’acronimo W3C si intende il World Wide Web Consortium, il Consorzio internazionale che ha nel proprio dna l’obiettivo di portare il web alle sue massime potenzialità, supportando tecnologie, linee guida e applicazioni e costituendosi come puto di incontro di informazioni, collaborazioni commerciali e innovazione. Il W3C sostanzialmente definisce i protocolli per lo sviluppo del Web ed è in grado di produrre una certificazione che attesti la conformità di un sito web agli standard del consorzio. Le migliori agenzie di realizzazione siti web Roma (dove la competizione è alta) sono certificate W3C, per esempio.

A cosa serve la certificazione W3C?

La certificazione W3C indica che un sito è tecnicamente conforme agli standard e che la qualità costruttiva è elevata, ciò significa anche che un sito certificato garantisce un’alta fruibilità, servizi di qualità, un’alta accessibilità e facilità di caricamento da parte di ogni tipologia di utente indipendentemente dalla lingua, dalla condizione fisica, dalla localizzazione geografica, dall’hardware e dal software utilizzato, nonché, infine, dal browser utilizzato.

Nonostante il consorzio sia attivo da oltre venti anni, sono ancora pochi i siti certificati e la cui qualità di fruizione è piuttosto bassa.

Un sito certificato W3C non è solo più efficiente ed è sinonimo di qualità, ma anche garanzia di longevità per via del numero dei contatti facilitati. I siti certificati W3C solitamente riportano o espongono i seguenti due loghi:

 

 

 

 

 

 

 

È possibile controllare se il proprio sito web risponde agli standard di certificazione W3C, verificando presso il sito “validator.w3c.org” e inserendo la URL del proprio sito e premendo il tasto “validate”:

  • Se il messaggio di risposta è “This page is valid” significa che il sito è conforme e certificato;
  • Se il messaggio è “This page in not valid” significa che non vi sono elementi di conformità.

In tutto il mondo esistono 500 organizzazioni che hanno riconosciuto la funzione e l’autorità del W3C e che contribuiscono alla crescita del web. In Italia il W3C è rappresentato dal sito http://www.w3c.it.

Breve storia e principi del W3C

Nell’ottobre 1994, Tim Berners-Lee – già “inventore” del web nel 1989 – fonda il consorzio internazionale W3C con l’obiettivo di rendere i contenuti della rete sempre più liberi e accessibili a tutti, sviluppando protocolli e sistemi di gestione delle pagine sempre più efficaci e “leggeri”. Il sito ufficiale del W3C riporta i 7 principi cardine del consorzio:

  1. Accesso universale: l’universo delle informazioni in rete deve essere sempre più accessibile a chiunque e attraverso qualsiasi device (telefono, televisore, PC o altro elettrodomestico connesso alla rete);
  2. Web semantico: impiego di linguaggi di programmazione sempre più univoci e comprensibili tra i diversi sistemi adottati. Linguaggi come RDF, XML, e XML Signature nascono per costruire la base del web semantico;
  3. Fiducia: inizialmente il web era utilizzato dagli utenti come uno strumento di lettura e il primo browser era anche un “editor”. Oggi, si punta alla collaborazione interattiva e alla responsabilizzazione degli utenti che pubblicano contenuti affinché si crei un clima di affidabilità e fiducia tra utenti;
  4. Interoperabilità: il W3C – poiché indipendente dai produttori – promuove linguaggi e protocolli aperti (non proprietari) che consentono di ridurre la frammentazione del mercato e favorendo l’interoperabilità tra i vari applicativi (sintetizzatori vocali, navigatori, visualizzatori braille, …);
  5. Evolvibilità: ciò che è ottimale oggi potrebbe essere insufficiente domani, per cui il consorzio si sforza di creare uno spazio web sempre semplice e in grado di evolversi senza perdere quanto già prodotto grazie a principi come modularità e compatibilità;
  6. Decentralizzazione: per evitare gli intasamenti a “collo di bottiglia” per l’aumento dei dati in circolazione, il W3C raccomanda nella creazione di servizi web la decentralizzazione, evitare l’accentramento e la congestione del traffico dati per ridurre la vulnerabilità della struttura internet;
  7. Cooler multimedia: W3C non pone limiti alla creatività degli sviluppatori e nel recepire le segnalazioni degli utenti, il W3C definisce l’ambiente di lavoro per la creazioni di siti web interattivi e ricchi di animazione favorendo linguaggi come l’SVG (Scalable ector Graphics) e SMIL (synchronized multimedia Integration Language).